Jeep Renegade 1.3 benzina 150 cavalli, la prova su strada

Renegade è diventata una icona dei SUV compatti. La prima piccola Jeep, un B-SUV riconoscibile in mezzo a tutti i concorrenti. Portando in dote l’archetipo del Marchio, da decenni simbolo del fuoristrada, con un design speciale.

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Renegade dal 2014 è un doppio jolly per Jeep. Ha allargato il prestigio del Marchio in un segmento mai avvicinato , dato l’apprezzamento sempre più trasversale per gli sport utility, sempre più sensibile al fascino di un nome che è un archetipo tra le auto e una garanzia per il fuoristrada.

Il grande intuito di Sergio Marchionne ha creato un successo con un’idea tanto semplice quanto efficace. Partorire da Fiat 500X una vettura subito percepita come icona. E il “mi faccio la Jeep” ha dilagato, specie presso il pubblico femminile. In televisione ha affascinato sulle note di “Born to be Wild”, nei fatti è diventato l’urban SUV più apprezzato in questi anni.

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Nel 2020 Renegade è un prodotto maturo, che si appresta a far esordire le power unit plug-in ibride. La Renegade in prova, allestimento Limited a trazione anteriore, dispone dal 1.3 da 150 cavalli: bella tosta, sulla carta. E si presenta con i nuovi fari a led (ridisignati i posteriori) ben integrati nella calandra, anch’essa aggiornata con le giuste proporzioni. Bella da guardare e da guidare.

In abitacolo ci si sistema sempre in alto, ma in una posizione facile e regolabile. L’impatto è sempre razionale, il nuovo schermo dell’infotaiment da 8,4” offre una precisa definizione. Il sistema UConnect, ora con Apple CarPlay e Android Auto, è intuitivo e ben abbinato alla strumentazione classica.

Alcune plastiche restano rigide, ma la piccola Jeep ha evoluto la sua personalità, restando originale. Peccato manchino ancora le bocchette di areazione posteriori, surrogate da un impianto di climatizzazione in grado di mantenere la temperatura con un “piglio deciso“.

Aggiornata, mai banale, ma non a buon mercato. La Jeep in prova ha un prezzo di listino  28.700 euro. Probabile oggetto di un rialzo data la vasta e allettante offerta di personalizzazione.

Il modello disponeva dei Pack opzionali LED, Winter, Function, Infotainment e Dusk and rain. E di un ricco corredo : cerchi da 18”, vernice metallizzata, tetto elettrico, camera posteriore, ruota di scorta, sedili in pelle e Blind Spot Dectection. Per un totale di quasi diecimila euro (9.860). Oltre un terzo del listino originale vicinissima alla soglia del 40.000 euro. Una cifra elevata.

Su strada con i suoi 150 cavalli

Come va la Renegade e quanto consuma? La piccola Jeep si muove sempre bene, ma non spicca per efficienza. Il nuovo quattro cilindri è pronto alla risposta: i 150 cavalli scattano. E i consumi si assestano su una percorrenza di 10 km/litro. Si possono strappare i 12 con il piede di velluto. Il benzina, adattato a chi percorre fino a 10/15.000 km l’anno, è brioso, lo spunto adeguato. Lesto in ripresa, grarzie al cambio automatico a doppia frizione (chiamato DDCT), che agevola i rilanci e le scalate. Sei marce bastano, anche se non è fluido a passo costante.

Renegade, a trazione anteriore, da portare su asfalto è un piacere. Solida e assistita dal cruise control adattativo e dal lane keeping assist. Manifesta un leggero rollio, ovvio per un SUV, ma garantisce inserimenti veloci e precisi per una ruote altePronta nei cambi di direzione (con un’elettronica sempre presente) si lascia mettere anche alla corda. Più pacioso lo sterzo, non sportivo anche se risponde prontamente.

In generale il comfort è buono: eccellente nell’assorbimento, meno nell’isolamento acustico. . Renegade si distingue nello stile, ma anche del comportamento: piacevole e polivalente.

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Fonte: QN Motori